02. apr 2026

La legge europea sulla resilienza informatica (CRA) sta ridefinendo le aspettative in materia di sicurezza informatica per i prodotti connessi. Per i produttori sia di hardware che di software, essa introduce requisiti chiari relativi alla progettazione sicura, alla gestione delle vulnerabilità e alla responsabilità a lungo termine durante l’intero ciclo di vita del prodotto. Nel contesto degli edifici connessi, dove i sistemi sono sempre più basati su IP e devono funzionare in modo sicuro per decenni, queste sfide sono particolarmente rilevanti.
Per l’ecosistema KNX nel suo complesso, tuttavia, la direzione tracciata dal CRA non rappresenta un cambiamento improvviso. Essa riflette un percorso di sicurezza iniziato molti anni fa, guidato da requisiti tecnici e da una responsabilità condivisa piuttosto che dalla pressione normativa.
Molto prima che la sicurezza informatica diventasse un tema normativo, la comunità KNX, che comprende sia l’Associazione KNX che i suoi produttori, aveva già riconosciuto che l’apertura, l’interoperabilità e la stabilità a lungo termine dovevano essere accompagnate da solidi meccanismi di sicurezza. Questa visione condivisa ha portato all’introduzione di KNX Secure, avviata dall’Associazione KNX in stretta sintonia con le esigenze del mercato e sistematicamente estesa a tutto l’ecosistema KNX.
Oggi, tutte le tecnologie di comunicazione KNX offrono sicurezza: KNX TP, KNX RF, KNXnet/IP e KNX IoT, garantendo autenticazione, integrità e riservatezza a livello di protocollo. Questi meccanismi rispondono direttamente ai principi chiave della CRA, quali la protezione contro gli accessi non autorizzati e la resilienza contro le minacce informatiche comuni, preservando al contempo la piena interoperabilità all'interno del sistema KNX.
Partendo da queste basi, KNX Data Secure e KNX IP Secure svolgono un ruolo centrale nella protezione delle installazioni KNX, in particolare negli ambienti IP e ibridi. Consentendo una comunicazione crittografata e autenticata tra dispositivi e sistemi, aiutano i produttori a soddisfare le crescenti aspettative in materia di sicurezza informatica rivolte ai prodotti connessi.
Queste funzionalità di sicurezza non sono estensioni opzionali, ma parte integrante dello standard KNX. Esse riflettono un approccio coerente alla sicurezza che si allinea perfettamente con gli obiettivi del Cyber Resilience Act.
Con KNX IoT, la sicurezza è stata presa in considerazione sin dall’inizio. Essendo un’estensione di KNX basata su IPv6 e nativa IP, integra concetti di sicurezza moderni direttamente nella propria architettura. Ciò rende KNX IoT particolarmente adatto agli attuali ambienti IoT, dove la sicurezza informatica è un requisito fondamentale piuttosto che un’aggiunta successiva.
KNX IoT utilizza inoltre componenti open source, apportando vantaggi in termini di trasparenza, innovazione e interoperabilità. Allo stesso tempo, il CRA introduce considerazioni specifiche relative alla responsabilità e alla gestione del ciclo di vita nelle soluzioni basate su open source. Questi aspetti sono ben compresi e vengono presi in considerazione man mano che KNX IoT e il suo ecosistema continuano ad evolversi.
Il Cyber Resilience Act pone sfide concrete ai produttori, e l’Associazione KNX le sta affrontando insieme ai propri membri. Dotando costantemente lo standard KNX di adeguati meccanismi di sicurezza e adattandolo a un contesto tecnico e normativo in continua evoluzione, l’Associazione aiuta i produttori a districarsi tra questi requisiti.
In questo contesto, il CRA può essere visto come una conferma dell'approccio che KNX segue da molti anni. La sicurezza è da tempo un aspetto fondamentale dello standard KNX e rimarrà un punto chiave man mano che gli edifici connessi continuano ad evolversi.